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Martedì, 17 Luglio 2018 00:07

GAETA "Tranciate le radici dei 12 alberi sul lungomare Caboto...ora sono lì condannati a morte! La dura nota del "comitato Storia e Bellezza" contro il paventato abbattimento dei pini sul Lungomare Caboto


I PINI: IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

GAETA 8 luglio 2018 - Pubblichiamo la nota integrale inviata in redazione e riportata sui social del "comitato Storia e Bellezza" contro il paventato abbattimento dei pini sul Lungomare Caboto fronte santuario SS.Annunziata. Alleghiamo stralcio della determina comunale con oggetto: Affidamento incarico professionale per indagini fitostatica sugli esemplari di "Pinus Pinea" in località Lungomare Caboto, ex Bastioni Annunziata - CIG: ZC42367B06 

 "Davanti ai nostri occhi, appositamente coperti da teli del cantiere, sono state deliberatamente tranciate le radici dei 12 alberi per poterne chiedere l'abbattimento."

"I pini erano sanissimi ed anche a far riferimento al discutibile progetto sarebbero dovuti essere solo 3 quelli da abbattere (e noi non eravamo d'accordo) per far posto ad una rampa.

Da un anno e mezzo con il Comitato stiamo incontrando e scrivendo a TUTTI gli Enti coinvolti SOPRATTUTTO all'AUTORITÀ PORTUALE E ALLE SOPRINTENDENZE.

Da mesi, da cittadini, li guardiamo seccare, morire di morte lenta e, dopo la nostra azione di civico contrasto, inascoltata e osteggiata... ora sono lì condannati a morte e la trasformazione di Gaeta Vecchia in un magnifico outlet sta proseguendo: pavimento abbagliante leopardato, pista ciclabile che inizia al Vic's e finisce alla banchina di piazzale Caboto, la Favorita trasformata da austero bastione in torta americana color pastello...

E continuano a dire che i Pini Marittimi non sono autoctoni: le banane e i cicas in vasi di cortex al posto delle Tamerici a Serapo invece sono inspiegabilmente AUTOCTONE.

Associazioni, Gruppi, Turisti, Studiosi, nativi vicini e lontani, amanti e abitanti di Gaeta e di Gaeta Vecchia, quando avremo lasciato fare tutto, con il coretto dei plaudenti in prima fila mentre i tanti, magari in buona fede, restano in silenzio e aspettano o dicono a chi parla "lasciateli finire, non possiamo dire niente ancora, non mischiamo le cose nostre con le loro, ecc" diciamo:

ALZIAMOCI CITTADINI CHE LA CITTÀ È NOSTRA, NOSTRE LE MEMORIE E LA STORIA DI NOI TUTTI. NOSTRE ANCHE LE RESPONSABILITÀ QUANDO SAPPIAMO - E SAPPIAMO - MA LASCIAMO FARE."

 

 

 

 

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