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Mercoledì, 19 Dicembre 2018 02:20

"CHIEDO CHE FIERI E VETUSTI PINI DEL MIO QUARTIERE SIANO LASCIATI LÀ DOVE SONO, GUARDIANI DELLA NOSTRA IDENTITÀ" - GAETA L'APPELLO DELLA DOTT.SSA FAVI


GAETA 8 luglio 2018 - Pubblichiamo la nota della dott.ssa Valeria Favi in merito ai lavori di restyling del lungomare Caboto e di Serapo, e in particolare alla difesa degli alberi che insistono sul tratto fronte santuario SS. Annunziata e di cui si paventa l'abbattimento. "La convenzione europea del paesaggio (CEP) ha sottolineato che il paesaggio trae senso non solo dai suoi elementi e dalle loro relazioni, ma anche dai significati che gli individui gli attribuiscono attraverso la percezione.

La costruzione del paesaggio è infatti guidata da valori socio /culturali che governano l'agire di una certa società, così come dai segni e simboli a cui la società stessa conferisce senso:in tale ottica, il paesaggio può perciò essere considerato specchio delle interazioni che negli anni si sono stabilite fra una popolazione ed il territorio in cui vive, diventando espressione della cultura locale e riferimento identitaria per gli abitanti.

Per la CEP, il paesaggio è "FONDAMENTO DELLA LORO IDENTITÀ “(ART5) oltre che elemento importante della qualità di vita. E questo vale soprattutto per i paesaggi" della vita quotidiana" e per quelli degradati.

Luoghi e paesi vengono investiti di significato dalle popolazioni che li abitano e che con loro hanno avuto esperienza diretta sviluppando negli anni quell'elemento fondamentale dell'identità di un gruppo sociale che chiamiamo SENSO DI APPARTENENZA".

È per questo senso di appartenenza che ho scelto di continuare a vivere in questi  luoghi seppur con tutte le  loro criticità che non hanno, per motivi diversi, soluzione di continuità durante tutto lanno; È lo stesso senso di appartenenza che ovviamente manca a quei turisti che, giustamente dal loro punto di vista, arrivando a Gaeta si entusiasmano per il suo nuovo look al passo con i tempi.

Ed è sempre per il mio sentirmi radicata alla mia terra e soprattutto al mio quartiere, che amo come una figlia riconoscente può amare sua madre che, pur apprezzando il FARE CHE È MEGLIO DEL NON FARE, rimpiango il nostro lungomare di Serapo, prima delle sue attuali piante esotiche così spaesate e mestamente protese, con le loro verdi braccia, verso quel pavimento bianco ora completamente sudicio, e chiedo che i FIERI E VETUSTI PINI DEL MIO QUARTIERE SIANO LASCIATI LÀ DOVE SONO, GUARDIANI DELLA NOSTRA IDENTITÀ."

Valeria Favi (comitato - Noi di Gaeta Vecchia)

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