GAETA "Orrori su errori! La pista ciclabile, una sventura per la città!" Accetta: "Sarebbe atto di grande umiltà se il Sindaco si rendesse conto degli errori compiuti..."
- Categoria: Gaeta
- Pubblicato Lunedì, 09 Maggio 2016 07:36
- Scritto da Nota Consigliere Accetta
Gaeta 9 maggio 2016. Pubblichiamo nota del consigliere Provinciale Eduardo Accetta inerente ai lavori di realizzazione della pista ciclabile in città. Sono trascorsi circa due mesi da quando su Via Firenze e sul tratto di marciapiede che costeggia la base nautica Flavio Gioia a partire dall’ingresso dello Yacht Club, è stata installata una orribile recinzione di cantiere con nastro rosso il più delle volte sbandierante sull’asfalto e motivo di grave pericolo soprattutto per i ciclomotori.
E sono due mesi che i cittadini continuano a chiedersi se era il caso di recintare e, di fatto, impedire l’uso di posti auto estremamente necessari in quella zona,senza che vi fosse la certezza di iniziare concretamente i lavori.
Lì sarebbe dovuto essere realizzato un ulteriore stralcio della pista ciclabile voluta dal sindaco Mitrano per Gaeta,un’opera pubblica avversata dalla quasi totalità dei cittadini fin dal suo avvio per la oggettiva inutilità e ritenuta di importanza secondaria rispetto ad altre esigenze più impellenti, tipo la carenza dei parcheggi.
Sono mesi che chiedo di poter prendere visione del progetto e di essere informato dettagliatamente su tutto l’iter procedurale, di poter visionare gli atti e le delibere di approvazione, di discutere delle scelte effettuate e se queste rispettano le norme. La superficialità con cui è stato affrontato e si sta portando avanti questo progetto è sotto gli occhi di tutti.
La scelta poi di realizzarla a Serapo, eliminando decine di posti auto, è assolutamente controproducente perché allontana turisti e avventori da una delle località più rinomate del basso Lazio, con le ovvie ripercussioni negative sulle attività commerciali e sul turismo residenziale.
Vi è anche da dire che il tratto già realizzato, quello da via Bologna a Via Serapide, non rispetta la norma fondamentale per la sua messa in esercizio, e cioè la larghezza minima imposta per legge di 2,50 m, nonché al momento difforme al pseudo progetto”approvato”. Non a caso sono mesi che ho chiesto e non ho ancora ricevuto riscontro in merito alla conformità della pista alle norme vigenti.
Come anche sono incomprensibili alcune scelte compiute come quella di attraversare via Firenze all’altezza di Via Piave passando sulla corsia opposta anziché proseguire secondo l’originario percorso, e quella di realizzare il tratto di pista che dall’ingresso allo Yacht Club si avvia verso Gaeta S.Erasmo tra il muretto e il filare di alberi esistenti, realizzando un percorso angusto e pericoloso, al di sotto della misura minima prevista dalla legge e occludendo completamente le aiuole dei lecci per garantire la transitabilità dei velocipedi.
D’altronde la scelta progettuale adottata per la pista ciclabile, oltre che segno di scarsa sensibilità progettuale e lungimiranza in tema di progettazione urbanistica dei centri urbani, è conseguenza diretta anche delle scelte sventurate in materia di traffico come il senso unico su Via Marina di Serapo, avvenute in assenza di qualsivoglia condivisione con gli operatori economici ed i cittadini.
Il Piano Urbano del Traffico, di recente adottato dalla Giunta, e che mai approderà in Consiglio Comunale, è assolutamente manchevole di indagini sul traffico ciclabile, e ciò la dice lunga su quelli che sono stati i motivi veri di questa scelta. (politiche contributive all’università)
Non la necessità di soddisfare una domanda sugli spostamenti casa-lavoro e nemmeno la necessità di garantire e riservare a varie associazioni e gruppi amatoriali parte della sede stradale.
Nulla di tutto ciò. Solo una scelta populista, che pregiudicherà il corretto uso del territorio da parte delle generazioni future per i prossimi cinquant’anni, finalizzata ad una eco mediatica che è già un boomerang per l’amministrazione comunale e per quanti sostengono una politica della mobilità approssimativa e superficiale, frettolosa e lasciata alle decisioni di due, tre soggetti e non a discussioni libere e costruttive tra la gente, finanziata solo ed esclusivamente con il bilancio comunale.
Una diversa interpretazione della pista ciclabile da me sostenuta e mai presa in considerazione, e cioè quella della corsia singola per senso di marcia, avrebbe portato senz’altro ad un percorso, estendibile a tutto il lungomare Caboto e a quello di Serapo, percorribile in condizioni di totale sicurezza e senza sconvolgere minimamente il territorio, aggiungendo in modo del tutto naturale la funzione ciclabile a quelle già esistenti.
Sarebbe atto di grande umiltà se il Sindaco, messe da parte le convinzioni che lo hanno accompagnato fino ad oggi, si rendesse conto degli errori compiuti e vi mettesse riparo, a salvaguardia della città e dei cittadini di Gaeta, aderendo alla richiesta di centinaia di cittadini che chiedono che venga ripristinato il corretto uso del territorio.
Eduardo Accetta
