GOLFO Le nostre deliziose "Spagnolette" erano già primizia nel ‘700? Guardate il pomodoro nei dipinti dell'epoca
- Categoria: Gaeta
- Pubblicato Lunedì, 11 Aprile 2016 10:20
- Scritto da C.S. G.N.
Gaeta 11 aprile 2016. A conclusione dell’incontro svoltosi nella serata del 6 aprile scorso presso il salotto culturale a Formia sono emerse le profonde influenze del gusto spagnolo nello stile alimentare in tavola.
I soggetti pittorici dell’arte spagnola si sovrappongono quasi surclassandoli i soggetti pittorici della natura morta partenopea e lombarda, con raffigurazioni di grande stile e raffinatezza che si esprime non solo nella ricchezza di dolci, ma anche con la scelta di nuovi alimenti quasi mai raffigurati dagli artisti italiani.
I dipinti spagnoli propongono con estrema semplicità nuovi alimenti: cetrioli, carciofi, piselli ancora in baccello, carote violacee, pastinache, cardi e soprattutto pomodori.
Per la prima volta nella pittura spagnola compare una varietà di pomodoro molto cara al golfo di Gaeta: il pomodoro Spagnoletta.

Le tonalità di colore, la forma tipicamente deforme e le profonde costolature che caratterizzano questa varietà si ritrovano in modo speculare nei dipinti spagnoli, cancellando ogni presunta ipotesi di intervento di modifica o peggio di corrosione genetica introdotte dagli agricoltori locali.
I dipinti spagnoli confermano quanto già raffigurato da un autore piacentino con due acquerelli risalenti al 1750 che ripropongono per questa tipologia di pomodoro la stessa forma e lo stesso colore.
L’autore piacentino tuttavia nel ritrarre il frutto, rappresenta tutta la pianta che appare molto piccola e minuta: forse una licenza pittorica, ma che apre un nuovo scenario sulla coltivazione del pomodoro nel golfo di Gaeta.

Un mistero tuttavia avvolge la raffigurazione del pomodoro Spagnoletta accanto ad altri alimenti: la databilità del consumo di questo ortaggio nella cultura locale.
Informazioni attendibili fanno risalire il consumo del pomodoro in Italia agli inizi dell’800; i dipinti spagnoli in questione risalgono alla metà del ‘700 e ciò lascia presumere che il pomodoro avesse già iniziato il suo ingresso nella dieta italiana.
La presenza del pomodoro “spagnoletta” in questi dipinti lascia presagire che esso fosse già una primizia se non addirittura un alimento esclusivo ancora di pochi.
Il pomodoro per alcuni secoli dopo la sua introduzione alle Americhe era stato collocato tra le piante ornamentali dei giardini aristocratici quale segno distintivo della presenza di specie esotiche; non si può escludere che la raffigurazione di frutti di pomodoro accanto ad altri alimenti possa essere leggibile come un elemento decorativo al pari di elementi floreali o d’arredo escludendo ogni eventuale uso in cucina.
Se il mistero permane sull’uso del “pomodoro spagnoletta del golfo di Formia e di Gaeta” nella dieta locale del ‘700, pur tuttavia può essere finalmente dissolto ogni possibile dubbio circa la forma originaria e la sua radice etimologica.
Servizio G.N. ph G.Gallo
