GAETA “Cerco da mesi una famiglia” Non mandiamolo al canile! Adottiamolo Milla come "cane di quartiere"
- Categoria: Gaeta
- Pubblicato Martedì, 09 Febbraio 2016 21:43
- Scritto da Redazione
GAETA “ Sono Milla e cerco da mesi una famiglia” L'appello dei residenti - Non mandiamolo al canile! Adottiamolo come "cane di quartiere" . Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota e immagini inviate da un citradino.

Milla ama la libertà, in un box morirebbe
Questo cucciolo, che ho chiamato idealmente Milla, da diverse settimane gironzola per le strade di Gaeta. Perché Milla? vi starete chiedendo.
Perché quando penso a lui, perché è un maschietto, penso a un vecchio detto che recita più o meno così: "È proprio come la sora Camilla, tutti la vogliono e nessuno se la piglia!"
In rete, su facebook, si susseguono incessantemente diversi appelli per lui. Alcune volontarie gli avevano trovato anche una casa, ma l'idillio è durato poco. Il cucciolo ribelle è scappato e la famiglia che lo aveva preso in cura non ha potuto più tenerlo con se.
Ci si ritrova di nuovo al punto di partenza, ma a Milla poco importa, per lui la vita va avanti, gioca con i bambini, si diverte con gli altri cani, si arrangia un po' qua e un po' la e sopravvive giorno dopo giorno, tra le coccole dei passanti e le carezze rubate.
Non possiamo fargli rischiare il canile, anche se la struttura di Gaeta è motivo di vanto per la pulizia e la cura degli animali ospitati e le persone e le volontarie che vi operano sono squisite, Milla ama la libertà e in un box morirebbe.
Per lui servirebbe una casa, con dei padroncini capaci di capire i suoi bisogni e il suo spirito libero, ma se ciò non fosse possibile, ha tutti i requisiti per diventare un cane di quartiere.
L' Art. 9 della Legge regionale del 21 Ottobre 1997, n. 34 "Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo" recita al primo comma:
"Laddove si accerti la non sussistenza di condizioni di pericolo per uomini, animali e cose, si riconosce al cane il diritto di essere animale libero. Tale animale viene definito cane di quartiere".
A me sembra proprio lui, sembra Milla.
Continua l'articolo di legge: "le condizioni che rendono possibile il riconoscimento del cane di quartiere vengono definite dal servizio veterinario dell'azienda USL di riferimento, in accordo con le associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali di cui all'articolo 23, comma 1, operanti sul territorio.
Tali associazioni propongono al servizio veterinario dell'azienda USL di riferimento il riconoscimento dei singoli animali, dei quali assumono l'onere della gestione e la responsabilità.
I cani di quartiere devono essere vaccinati, sorvegliati e sterilizzati dal servizio veterinario dell'azienda USL competente per territorio, o da un medico veterinario libero professionista convenzionato con il servizio veterinario dell'azienda USL competente per territorio o da un medico veterinario delle associazioni di volontariato animalista e per la protezione degli animali di cui all'articolo 23, comma 1.
I cani di quartiere devono essere iscritti all'anagrafe canina, tatuati a nome dell'associazione di volontariato di riferimento e portare una medaglietta ben visibile dove devono essere indicati chiaramente i dati relativi al comune di appartenenza".
L'appello è pertanto sia ad un'associazione del territorio che si faccia carico di Milla come cane di quartiere, sia ai privati che vogliano adottare Milla.
Perché l'amore non si compra, mai!
