GAETA Una cerimonia, emozionante e sentita - VIDEO - Riaccesa la Lampada Votiva nella Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
- Categoria: Gaeta
- Pubblicato Lunedì, 23 Novembre 2015 13:28
- Scritto da Redazione

In occasione del centenario dalla Prima Guerra Mondiale, il 18 novembre scorso, nella Chiesa dei SS. Cosma e Damiano ha avuto luogo una cerimonia religiosa - storico e culturale, organizzata dalla Parrocchia, unitamente all’Associazione Oratorio – Il Borgo. Nel servizo video le immagini dell'evento con il commento del Generale Ernesto Bonelli e don Giuseppe Rosoni.
Al termine della Santa Messa celebrata alle 17.30 da don Giuseppe Rosoni, è stata deposta una corona ai piedi dell'Epigrafe marmorea commemorativa, datata 18 Novembre 1945, in memoria dei caduti nelle guerre dal 1915 al 1945, il Parroco ha poi impartito la benedizione alla nuova lampada votiva collocata sopra la lapide. A seguire, un interessante incontro sul tema "Gaeta nel contesto dei conflitti della prima metà del Novecento" presieduto dal Generale Ernesto Bonelli.
L'Assessore alla Cultura Francesca Lucreziano presente alla sentita cerimonia, che ha visto la partecipazione di tanti cittadini e numerose Autorità Militari con le Associazioni Combattendistiche e d'Arma e le Crocerossine.


|
CENNI STORICI a cura di di F. Del Pozzone. Il 19 Maggio 1944 le truppe Alleate entrano a Gaeta, liberandola dal giogo nazifascista: a poco, a poco, la popolazione dispersa, principia a ritornare dai diversi luoghi ove era riparata dopo lo “sfollamento” subito nel Settembre 1943. Anche Don Salvatore Buonomo, dopo alterne vicende, ritorna da Roma e, come tutta la cittadinanza, trova una situazione di distruzione e di rovine ovunque. La stessa antica Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, peraltro restaurata qualche anno prima, è tutta macerie e danni nella sua struttura, essendo stata fatta saltare con mine la sera del 16 Novembre 1943. Essendo quindi del tutto impraticabile la Chiesa Madre Parrocchiale, si decide di utilizzare la Succursale degli Scalzi, peraltro anch'essa segnata dalla guerra passata: il 25 Giugno 1944, dunque, Don Salvatore ribenedice tale sacro edificio che fungerà da Parrocchia con Decreto ufficiale vergato dal Vicario Generale Mons. Anselmo Cecere il 2 Luglio 1944. Cessato il turbine bellico (25 Aprile 1945), oltre a ripensare la ricostruzione materiale di Gaeta e della nostra Patria, si ha cura pure di riedificare la parte spirituale della comunità. In tale contesto, sorge, pressante e spontaneo, anche il pio proposito di onorare tutto coloro che, in diversi modi e circostanze, hanno perso la vita durante le due guerre mondiali, con una Lapide Dedicatoria adornata di Lampada votiva. Tale opera viene inaugurata Domenica 18 Novembre 1945 e tale data è altamente emblematica poiché richiama prestamente il tragico 16 Novembre 1943 allorquando la barbarie tedesca devastò, e per sempre, l'avita Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Il testo apposto sulla Lapide, e la stessa data riportata in calce ad esso, sono modulati ispirandosi a due componimenti poetici facenti parte de “I Salmi dell'Esilio”, opera scritta da Don Salvatore Buonomo e vertente sui recenti fatti bellici. In particolare, il “Salmo 52-Fra le rovine della mia Chiesa (31 Ottobre 1944)” descrive le miserande condizioni in cui versa il prisco edificio parrocchiale e il desolato stato d'animo del Nostro, mentre il “Salmo 59-Ai Morti nell'esilio e nella deportazione (6 Novembre 1944)” più specificatamente omaggia “i generosi che diedero la vita”, “caduti lontani, nelle bruma ineffabili d'una desolazione senza pari...”. E, avanzando di qualche verso ancora: “sulla vostra tristissima sorte, o figli, o fratelli....sulla vostra squallida fossa depongo in lacrime il fiore solitario della mia profonda commiserazione...O Cristo Signore ...guarda con occhio di particolare benignità i tuoi poveri servi che l'ignominia ed i dolori hanno sottratto alla vita...versa il lavacro refrigerante della tua copiosa Redenzione”. Ed anche noi ci associamo a tale accorata invocazione, nel mentre, simbolicamente, adorniamo la Memoria dei nostri Caduti coi frondosi rami del nobile Lauro. |
|

