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Mercoledì, 24 Giugno 2026 11:03

GAETA SEL: Mitrano in trattativa, ex scuola americana in cambio degli edifici di v. Amalfi e p.Commestibili


Riceviamo e pubblichiamo da SEL – Circolo di Gaeta. Quando apprendiamo notizie come quelle che riportiamo sotto, non possiamo non pensare che la giunta Mitrano abbia perso la bussola, il buon senso e la ragione.

A pensare bene; se poi volessimo pensare male, non potremmo non pensare che l'unica bussola che guida la giunta Mitrano è favorire il potente di turno. In questo caso l'entourage familiare di un ex ministro (secondo voci insistenti).

Ci stiamo riferendo alle trattative che l'amministrazione comunale, insieme alla provincia di Latina, sta conducendo con la società Boccardi, per l'acquisizione dell'ex scuola americana in cambio dell'edificio di via Amalfi, sede dell'asilo nido e del circolo anziani, e dell'edificio che ospita i carabinieri in piazza Commestibili, ma forse anche del complesso scolastico provinciale di via Calegna. Il tutto condito dalle relative varianti urbanistiche.

Con questa operazione si vorrebbe trasferire l'Istituto Fermi di Gaeta nell'ex scuola americana, ristrutturata dalla società Boccardi, liberando così l'edificio del liceo di piazza Trieste da assegnare con tutta probabilità al nautico Caboto e/o alla fondazione Caboto, quest'ultima cara a Mitrano per la presenza dei suoi amici dell'Oescmi. Di tale trasferimento non vi è alcuna necessità, questo è certo; come è certo che la permuta che si vorrebbe realizzare sarebbe a tutto vantaggio del proprietario dell'ex scuola americana.

La società Boccardi in cambio di un edificio in zona periferica avrebbe almeno due edifici di valore immobiliare notevolmente superiore a quello che cederebbe: uno a pochi passi dalla spiaggia di Serapo, l'altro nel centro storico di sant'Erasmo.

Il sindaco Mitrano ha sempre rifiutato di prendere in considerazione l'utilizzo delle strutture scolastiche comunali sottoutilizzate per soddisfare i bisogni delle scuole secondarie, adducendo a pretesto che il comune non ha alcuna competenza istituzionale in merito all'edilizia scolastica delle scuole superiori. Ora però vuole permutare e svendere parte del patrimonio edilizio comunale per acquisire la proprietà di un edificio in cui collocare scuole secondarie superiori.

La coerenza non è il suo forte! Gli estimatori dell'incoerenza in questo caso avrebbero difficoltà a giustificarla, mancando qualsiasi necessario presupposto.

Non ci si venga a dire che così facendo si eviterebbe la costruzione di nuove case, come accadrebbe con la trasformazione in edilizia residenziale dell'ex scuola americana. La giustificazione non regge. In una zona dove stanno per essere realizzati centinaia di appartamenti e dove si stanno già aggredendo le colline con nuove case, ci si preoccupa di qualche decina di appartamenti in più? E poi, le nuove case, con un valore di mercato decisamente superiore, verrebbero costruite al centro della città negli edifici permutati.

Non ci si venga a dire che così facendo si darebbe una soluzione, altrimenti impossibile, ai problemi dell'edilizia scolastica delle scuole superiori. La tesi è del tutto infondata: con il calo demografico degli ultimi anni, gli edifici scolastici di proprietà comunale sono in larga parte inutilizzati e con opportuni accorgimenti si potrebbero liberare interi edifici da destinare alle scuole secondarie. Edifici collocati anche in zona centrale e già richiesti sia dal nautico che dal liceo, ma sempre rifiutati con le motivazioni risibili di cui sopra. Pianificando in modo razionale l'uso degli edifici scolastici esistenti, a costo zero per il comune (anzi con un guadagno se si fa pagare l'affitto dalla provincia), si darebbe soluzione ai problemi annosi dell'edilizia scolastica, senza svendere il patrimonio immobiliare comunale.

Per tutti questi motivi Sel si oppone e si opporrà in tutte le sedi opportune all'assurda e dannosa transazione che Mitrano vuole realizzare e invita i cittadini, i docenti, i genitori e gli studenti a far sentire la loro contrarietà e a pretendere comportamenti ragionevoli, nel solco dell'interesse generale, da parte da parte degli amministratori comunali.

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