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Venerdì, 26 Giugno 2026 04:27

GAETA Flop della differenziata: caos nella comunicazione e gestione della raccolta, movimento progressista


Gaeta 27 febbraio. Riceviamo e pubblichiamo integralmente da Movimento Progressista Gaeta. Sono passati ormai nove mesi da quando il 1 giugno 2014 è stato firmato il contratto tra il Comune e la Ecocar per il ciclo dei rifiuti. Un contratto, ricordiamolo, della durata di sei anni estendibile di altri tre e che prevede una spesa annua di 5 milioni e 748 mila euro. Un impegno di quasi 52 milioni per tutto il periodo: una bella somma, non c’è che dire.

Per pagarla i cittadini di Gaeta si sono dovuti accollare da quasi due anni (quindi ben prima della firma di questo contratto) un maggiore onere di circa il 40% rispetto agli anni precedenti. Tutto questo perché il nuovo contratto del ciclo dei rifiuti di Gaeta prevede la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema porta a porta.

Un sacrificio economico da parte dei cittadini giustificato dai brillanti risultati promessi dal nuovo sistema di “differenziata porta a porta” che – secondo le affermazioni più volte ripetute dal Sindaco Mitrano e dall’assessore Vona – avrebbe in breve tempo migliorato sia l’igiene della città che il decoro con la sparizione dei cassonetti stradali, brutti e ingombranti specie nei centri storici. Sempre secondo loro le percentuali di differenziata sarebbero presto arrivate a cifre vicino al 100% con ricadute positive per tutta la città sia in termini d’immagine che economici.

Purtroppo a distanza di nove mesi nulla di tutto questo si è verificato, e la tanto sbandierata efficacia ed efficienza del servizio di raccolta rifiuti si è rivelata solamente un servizio di raccolta soldi dalle tasche dei cittadini, e di conseguenza la sensazione di essere stati presi in giro dall'Amministrazione Mitrano è sempre più netta.

La famosa campagna di sensibilizzazione preventiva della cittadinanza si è ridotta alla distribuzione di qualche depliants e a un incontro pubblico in ottobre all’Ariston. Delle circa 10.000 utenze cittadine, ad oggi, nemmeno il 10% è in grado di fare una corretta raccolta differenziata.

Nei centri storici lo sconcio inguardabile di decine e decine di cassonetti colorati a gruppi di cinque destinati agli esercizi commerciali piazzati in bella mostra in mezzo alle strade (oltre a quelli delle tante case), gridano vendetta e destano grandi preoccupazioni per il periodo estivo, quando i cattivi odori e l'afflusso di turisti peggioreranno sensibilmente una situazione già delicata nei mesi invernali. Praticamente così com'è stata gestita la differenziata si è rivelata un rimedio peggiore dei vecchi cassonetti stradali. 

Come se non bastasse sono stati posizionati i primi due “cassonetti intelligenti” destinati a coprire il servizio “porta a porta” per le zone a monte della Flacca, molto brutti, su una strada principale, e ingombranti come e più dei vecchi cassonetti. Ci chiediamo perché i cittadini di quelle zone si sono dovuti accollare il maggior onere della differenziata quando in effetti dovranno continuare a portare i loro rifiuti ai cassonetti “intelligenti” distanti anche centinaia di metri dalla propria abitazione?

Se invece entriamo nel merito degli atti amministrativi, cioè ai tabulati dei dati della differenziata elaborati dall’Ufficio Ambiente del Comune di Gaeta, rimaniamo molto sorpresi dal fatto che la maggior parte della percentuale di raccolta differenziata (37%) sia costituita da non meglio identificati “Rifiuti solidi urbani (RSU) a recupero” mentre carta, plastica, vetro,  umido, ecc, non concorrono al totale che per quantità irrisorie, quasi irrilevanti.  Un dato che lascia alquanto perplessi e dà adito a molti dubbi.

Da che cosa sono in realtà costituiti questi “ RSU  a recupero” se non si tratta di carta, plastica, vetro, ecc.? Viene da pensare che si tratta semplicemente di rifiuti da avviare a smaltimento visto che tale rifiuto dovrebbe essere non riciclabile e non recuperabile. Il tutto potrebbe sembrare un tentativo di aggirare le norme in materia per alzare artificiosamente il livello della percentuale di differenziata. 

Una questione che meriterebbe di essere approfondita per le tante inefficienze ed ambiguità. Le uniche certezze invece sono purtroppo, per Gaeta ed i gaetani, sono il caos nella comunicazione e gestione della raccolta differenziata, ed i costi sempre più insostenibili di questa imposta.  

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