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Domenica, 21 Giugno 2026 02:10

GAETA Recupero ordigni bellici risalenti all'ultimo assedio (1861)



È andata a buon fine l’operazione di recupero degli ordigni bellici effettuata verso le ore 16 dagli artificieri della Marina Militare i quali hanno messo in sicurezza i tre residuati  in prossimità della banchina Caboto. Domattina verranno portati al largo, in un’area dove gli artificieri del Servizio Difesa Antimezzi insidiosi della Marina li faranno brillare. Video: http://www.gaetachannel.it/notizie/2013-03-26-12-22-06/video/video/latest/32.html

Il rinvenimento degli ordigni era avvenuto casualmente durante un’operazione di salpamento: a fare la scoperta è stato l’operatore tecnico subacqueo del porto di Gaeta Salvatore Gonzales. Immediatamente, la capitaneria di porto di Gaeta, attualmente comandata da Nicola Latinista, ha provveduto ad emanare l’Ordinanza di interdizione dello specchio d’acqua antistante la banchina Caboto, pari ad un’area di circa 16000 metri quadrati, che da domani ritorneranno alla fruibilità pubblica.

Le tre bombe rinvenute sono quasi certamente di cannone modello Cavalli (dal generale Cavalli ideatore del tipo di bomba), risalenti all’ultimo assedio di Gaeta (1860-61), condotto dalle truppe dell'esercito piemontese guidate dal generale Enrico Cialdini. È uno degli ultimi grandi assedi condotti col metodo cosiddetto scientifico. L'esercito assediante fece uso infatti dei moderni cannoni a canna rigata che decretarono la fine delle fortificazioni costruite fuori terra.

Al Generale Giovanni Cavalli spetta il merito di aver rivoluzionato le artiglierie con la geniale invenzione del sistema di rigatura interna delle bocche da fuoco (1844) con la quale si è potuto abbandonare la palla sferica per dare al proiettile una forma cilindrica ad ogiva perfettamente adattata all'anima del cannone, riuscendo ad accrescerne il peso e la forza iniziale e di conseguenza aumentare la stabilità e la precisione della traiettoria.

Il sistema Cavalli risolse il problema del "vento", cioè annullò lo spazio che esiste fra il diametro del proiettile e quello effettivo dell'anima del cannone, evitando la sfuggita laterale dei gas al momento dello sparo, con la conseguente perdita di potenza e di gittata. Il tiro poteva disporre così di una maggiore potenza di lancio con un considerevole aumento della gittata, consentendo di battere le cortine da una distanza praticamente doppia di quella fino ad allora possibile con le artiglierie ad anima liscia. Contemporaneamente alla rigatura interna, fu adottato il sistema della retrocarica, praticamente opposto al vecchio caricamento frontale dei cannoni, e che rese assai più celere la cadenza di tiro.

Questa vera e propria rivoluzione delle armi da fuoco ed in particolare delle artiglierie pesanti (cannoni, obici, mortai), portò ad una conseguente drastica revisione delle strutture fortificate, diventate da quel momento più vulnerabili per il fatto che si era concretizzata la possibilità di colpire con una forza maggiore e da distanze fino ad allora proibitive sia bersagli visibili con tiri diretti od arcati, sia bersagli non visibili con tiri indiretti.

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