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Domenica, 17 Novembre 2019 08:49

FORMIA Pietro Ruggieri torna a casa. Il Tribunale del Riesame di Roma ha accolto il ricorso presentato dall'Avv. Pasquale Cardillo Cupo. Arresto Domiciliari per l'ultra settantenne


FORMIA 1 OTTOBRE 20182- Il Tribunale del Riesame di Roma ha accolto il ricorso presentato dall'Avv. Pasquale Cardillo Cupo, difensore di fiducia del Sig. Pietro Ruggieri, ed ha sostituito la misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari.

 

Nell'odierna camera di consiglio la difesa ha presentato memorie difensive con ulteriore documentazione da cui appariva inequivoco che la scuola di Sperlonga fosse dotata di solide fondamenta e con un solaio testato con prove tecniche che ne davano come capacità di resistenza il valore massimo ; inesistenti, quindi, per il difensore le eccezionali esigenze cautelari che giustificavano l'estrema misura restrittiva e che hanno evidentemente generato un allarme mediatico nazionale sulla vicenda.
 
"Paradossale - ha concluso il difensore - aver letto che potesse crollare una scuola capace di generare valori massimi di tenuta e resistenza".

 

FORMIA 27 settembre 2018 - Pietro Ruggieri ha già presentato nella giornata di Venerdì, ancor prima di essere interrogato dal Gip del Tribunale di Latina, Dott. G. Dario, istanza di Riesame al Tribunale della Libertà di Roma.

Secondo il difensore di fiducia, Avv. Pasquale Cardillo Cupo, non esisterebbero in alcun modo le eccezionali esigenze cautelari evidenziate dal Gip per applicare al Ruggieri la massima misura cautelare, ovvero quella della restrizione inframuraria.

"Inverosimile, ha commentato l'avvocato Cardillo Cupo - che in una vicenda tutt'altro che chiara e dove evidentemente quello del Ruggieri non appare essere di certo il ruolo predominante, anzi in realtà le intercettazioni rendono bene e spesso l'idea di uno stato di costrizione, sussistano solo per lui ed il figlio esigenze di cautela talmente eccezionali da richiedere per un ultra settantenne necessaria la massima restrizione in carcere, dove peraltro da giorni non gli vengono praticate le terapie salvavita di cui necessità giornalmente, come giá immediatamente segnalato al Gip ed opportunamente verbalizzato; difficile non ritenere altissimo il rischio quod vitam per il Ruggieri in caso di permanenza in Istituto in queste condizioni."

 

Sequestrato a Sperlonga un edificio scolastico costruito con materiali inidonei. Due arresti in prosecuzione dell’operazione “Tiberio”

LATINA 19 SETTEMBRE 2018 - Comunicato stampa Legione Carabinieri Lazio Comando Provinciale di Latina - I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, nelle prime ore della mattinata odierna, hanno proceduto al sequestro della nuova ala del polo scolastico denominato “Sottotenente Alfredo Aspri” di Sperlonga (LT), nonché della palestra del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Gaeta (LT).

Nel corso degli approfondimenti susseguenti all’indagine “Tiberio” (che il 16 gennaio 2017 aveva portato all’esecuzione di 10 misure cautelari per reati contro la pubblica amministrazione) il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e la Compagnia di Terracina hanno accertato che due imprenditori di Formia, avevano ottenuto l’appalto di ampliamento, messa a norma e adeguamento dell’ “Aspri” (circa 900.000 euro, tratti da fondi europei) non solo promettendo denaro all’allora  responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Sperlonga (che era anche architetto presso il Settore politiche della scuola, fabbricati ed energia dell’amministrazione provinciale, tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Tiberio”), ma anche presentando un’offerta al ribasso fuori mercato.

A questo punto, per ottenere un congruo risparmio, avevano eseguito numerose lavorazioni in difformità dal progetto e con l’impiego di materiali non previsti.

Gli stessi imprenditori avevano anche ottenuto dalla Provincia, con gli analoghi metodi delittuosi, l’appalto per l’ampliamento e completamento della palestra del “Fermi” (circa 290.000 euro).

I correi sono stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere per corruzione, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture e truffa, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Latina su richiesta della locale Procura. Arrestati, sono stati associati alla casa circondariale di Latina.

Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 20 carabinieri del comando provinciale.

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