POLITICA Renzi sfiducia Letta
- Categoria: Politica
- Pubblicato Venerdì, 14 Febbraio 2014 10:34
- Scritto da Carmen Guadalaxara
Alla fine Matteo Renzi ha ascoltato i consigli e ha evitato lo "showdown", la sfiducia a Enrico Letta è arrivata, ma evitando una vera e propria rissa con il premier uscente.
I rapporti tra i due sono ormai azzerati, i giudizi che danno in privato l'uno dell'altro sono irriferibili, dicono, ma in direzione il segretario ha evitato il "processo" e si è limitato a spiegare che il tempo era ormai scaduto. La mossa è azzardata, il leader Pd lo sa bene ma ai suoi, nelle ultime ore, ha più volte ripetuto che non ci si poteva tirare indietro di fronte alla situazione che si era creata. Perchè il segretario Pd ci tiene a sottolineare che lui ha raccolto le sollecitazioni arrivate da tante parti, dallo stesso Pd, ma anche da Confindustria, pezzi di sindacato, altri partiti di maggioranza.
Lettura ovviamente opposta a quella di Enrico Letta e dei suoi, che ritengono l'esito di oggi il frutto di una manovra premeditata. Renzi, però, ora vuole preoccuparsi di serrare le file della maggioranza, che non potrà allargarsi a Sel che non può coesistere con Ncd, ma che, spera il leader Pd, potrebbe guadagnare 5-6 voti al Senato dalla pattuglia dei grillni fuoriusciti. Soprattutto, c'è da disegnare la nuova squadra di governo, lavoro che inevitabilmente andrà fatto insieme ai partner di maggioranza e al capo dello Stato.
Il nodo più difficile, come è ovvio, è quello del ministero dell'Economia, visto che Renzi non ha mai nascosto critiche a Fabrizio Saccomanni e difficilmente potrà confermarlo: i nomi più accreditati al momento sono quelli Tito Boeri, Lucrezia Reichlin e Andrea Guerra, ma per ora sono solo suggestioni. Quasi certo, invece, l'addio di Angelino Alfano al ministero dell'Interno: il leader Ncd resterebbe vice-premier, ma lascerebbe il Viminale, probabilmente ad un renziano doc come Graziano Delrio o a Dario Franceschini. Delrio, peraltro, è citato anche come possibile sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ruolo per il quale ?è circolato anche il nome di Lorenzo Guerini che, però, dovrebbe restare al partito. Continua a girare il nome di Maria Elena Boschi alle Riforme e si parla anche di confermare il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando. Sempre in quota Pd, potrebbe entrare Guglielmo Epifani. Scelta civica potrebbe essere rappresentata dal segretario Stefania Giannini, ma anche da figure come Irene Tinagli. C'è poi il problema del numero dei ministri: Renzi vorrebbe fare una squadra di 12 persone, ma bisognerà vedere con Napolitano se sarà tecnicamente possibile.
