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Domenica, 16 Dicembre 2018 13:42
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Arresto fino a due anni o una ammenda fino a dodicimila euro. Bloccato dalla Guardia Costiera con 40 Kg di datteri...Questo il prezzo da pagare per il pescatore di frodo


Guardia Costiera blocca pescatore di frodo di datteri di mare

Gaeta 28 settembre 2018 - Pescatore di frodo fermato a Minturno dalla Guardia Costiera per aver raccolto abusivamente circa 40 chilogrammi di datteri di mare.

Questo il bottino che, la scorsa notte, L. A. - 49 anni della provincia di Napoli, ha cercato di portare via dalla scogliera di Monte d’Oro di Scauri, dopo svariate ore di immersione nelle acque del litorale minturnese.

La Guardia Costiera, come è accaduto poche settimane fa in una analoga operazione di tutela ambientale, avendo acquisito informazioni sulla possibile presenza in zona di pescatori abusivi, dalla tarda serata di ieri è stata impegnata in una mirata attività di monitoraggio della costa.

Il controllo svolto dai militari, sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Gaeta, ha consentito, così, di individuare il pescatore campano intento alla raccolta dei datteri di mare (Lithophaga Lithophaga), attività che ha un impatto devastante per la costa e l’ambiente marino.

Il pescatore di frodo, dopo aver picchiato con il martello sulla roccia ed estratto con una lunga pinzetta i datteri dalla roccia frantumata riponendoli in due grandi secchi, veniva fermato dai militari della Guardia Costiera prima che potesse raggiungere la propria autovettura e dileguarsi.

A supporto interveniva una pattuglia dei Carabinieri di Formia.

Il soggetto è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino con contestuale sequestro penale dei quasi duemiladuecento esemplari di datteri di mare oltre alla attrezzatura servita per l’estrazione.

L’arresto fino a due anni o una ammenda fino a dodicimila euro sarà il prezzo da pagare per il pescatore di frodo in base alla normativa nazionale e comunitaria che ne vieta la pesca, detenzione, trasporto e commercializzazione.

La raccolta di questo pregiato mollusco, incoraggiata dal suo valore commerciale, è, infatti, causa di effetti sull’ambiente marino così dannosi, da essere vietata in Italia da oltre trent’anni.

 

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