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Mercoledì, 6 Maggio 2026 04:55

"Maltrattamenti nella casa di riposo di Itri" Parola fine sul processo! La soddisfazione dell' Avv. Lisetti


Itri 4 marzo 2016.  Pronuncia di inammissibilità dei ricorsi e condanna delle ricorrenti K. A. e S. E. al pagamento delle spese processuali e ciascuno a quello della somma di euro 1.000 in favore della cassa delle ammende: così si sono pronunciati, con udienza pubblica del 26 febbraio 2016, i Giudici della 6 Sez. penale della Corte di Cassazione sul ricorso presentato da due delle cinque operatrici socio- assistenziali condannate, già in primo e secondo grado, per i gravi maltrattamenti in danno ad anziani ospitati presso la casa di riposo “ Oasi Futura” sita in Itri.

Si è dunque messo un punto fermo alla triste vicenda che sconvolse il Sud Pontino nel giugno 2012, tanto da far eco a livello nazionale anche in note trasmissioni televisive .

A scoprire i maltrattamenti della casa di riposo, gestita dalla Coop Oasi 2, furono i Carabinieri della Stazione di Itri, i quali grazie alla denuncia di un’infermiera della struttura, informarono prontamente la Procura di Latina che diede immediatamente l’autorizzazione ad intercettazioni e video - agghiaccianti al limite del disumano – all’interno della struttura di ricovero.

Le motivazioni non sono ancora state rese note, ma evidentemente i Giudici hanno ritenuto che il provvedimento impugnato sia stato deciso in modo conforme alla giurisprudenza della Corte, rafforzato dal fatto che l’esame dei motivi non ha offerto elementi tali da poter mutare l’orientamento della stessa, soprattutto visto che i ricorsi hanno fatto leva soprattutto su motivi di fatto e non su questioni di legittimità; anche il Procuratore Generale si è espresso in udienza per l’inammissibilità dei ricorsi.

Soddisfatto della pronuncia dei Giudici, l’Avv. Enrico Lisetti del Foro di Roma, con studio anche in Gaeta, che sin dall’inizio ha seguito la sconcertante vicenda accanto ad una delle vittime - parte offesa - ospite della casa di riposo, costituendosi parte civile e presenziando anche innanzi la S.C. di Cassazione, per veder fatta giustizia e tutelare l’anziana signora Viola Carmina di Gaeta (certamente una delle anziane che ha subito maggiori soprusi), oggi deceduta, che per lungo tempo ha dovuto sopportare gravissimi abusi trovandosi nell’incapacità di difendersi.

 

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