GAETA Bruciato il portone della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano VIDEO
- Categoria: Cronaca
- Pubblicato Lunedì, 04 Gennaio 2016 20:45
- Scritto da Redazione

Gaeta 4 gennaio 2016. In fiamme il portone dell'antica dei Santi Cosma e Damiano. Si presume che l'incendio sia doloso, un gesto sconsiderato di ignoti che all'alba avrebbero appiccato un rogo nell'angolo del portone di ingresso della Chiesa, in via Indipendenza, nel cuore del borgo storico. Distrutto dalle fiamme un quadrante del portone, e solo grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco di Gaeta si è evitato il peggio.
Nel servizio le immagini realizzate fuori e dentro la chiesa dopo l'incendio, commentate dallo storico Francesco Del Pozzone, intervenuto telefonicamente a www.gaetachannel.it.
"Vivo stupore e sgomento, unito ad un unanime senso di rincrescimento e di fremente biasimo, ha suscitato il vile e proditorio gesto compiuto da ignoti dall'insana mente che all'alba del 4 Gennaio u.s. avrebbero appiccato un rogo nell'angolo del portone di ingresso della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, in via Indipendenza, nel cuore del borgo storico, determinando il danneggiamento del quadrante del portone, e solo il lesto intervento dei Vigili del Fuoco di Gaeta ha evitato danni fatali.
L'atto aberrante offende la coscienza e l'animo del cittadino gaetano, considerando come il citato sacro edificio rappresenti, al di là delle contingenze storiche apportanti successivi mutamenti, comunque la prisca ed autentica Memoria della plurimillenaria devozione dei gaetani verso i suoi cari Santi Medici Cosma e Damiano. Infatti, nello scorrere edace dei secoli, quante generazioni si sono prostrate fiduciose presso l'antico Altare dedicato ai benefici Santi Anargiri, onde chiedere grazie e conforto nelle loro afflizioni!.
Ancora oggi, pur mutila e con le stigmate della barbarie bellica, quella che è la prima Chiesa del Borgo di Gaeta, a chi la visita sembra sempre serbare il respiro dell'ardente trasporto devoto e l'eco delle imploranti preci del genuino cittadino gaetano rivolte verso i Santi Medici.
Tuttavia, ad onta della vigliacca azione perpetrata da mani sacrileghe, solleviamo l'animo esclamando fidenti “Sursum Corda”, poiché, dopo gli scempi saraceni del lontano 846 e del tedesco devastatore del Novembre 1943, anche stavolta questo nostro sacro Tempio “Rursus a Barbaris Eversa Resurgam”: pur colpito da novelli barbari senza dignità e rispetto per il Sacro e per la Storia, risorgerà rinnovato e fieramente più nobile che mai!"
Francesco Del Pozzone



Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
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Descrizione Le coperture delle due campate, ad arco acuto, sono a crociera, il pavimento è a piastrelle. L'esterno, concepito con estrema linearità, è ornato da un monumentale portale recante una iscrizione dedicatoria del 1749. Sul fianco destro della facciata si innesta un campaniletto ottocentesco. Nel suo interno, nudo e austero, vi è un pregevole fonte battesimale in pietra voluto nel 1591 dal vescovo Lassosedegno. Storia Con un decreto del 6 luglio 1591, il vescovo Alfonso Lassosedegno (1587-1597) impose ai parroci delle chiese extra moenia l'uso del fonte battesimale per battezzare nella suddetta parrocchia: «Si ordina al Curato di detta Chiesa, presente e futuro, che tutti quelli che nasceranno dalle porte della città in fore, si debiano battezzare in detta fonte, e non permetta che si vengano a battezzare al Vescovado senza la nostra licenza, sotto pena di un docato per ciascheduna volta». La chiesa, nel Cinquecento, subì delle trasformazioni strutturali fino ad assumere la conformazione tardo barocca nel '700 con l'aggiunta, sulla facciata, del monumentale portale in pietra. Tuttavia la parrocchia non presentava particolari pregi architettonici né era fornita di opere d'arte: la povertà dei parrocchiani non consentiva offerte sostanziose. Ebbe sei altari, oltre a quello maggiore dedicato ai Santi Titolari Cosma e Damiano vi era l'altare del SS. Rosario, quello del SS. Corpo di Cristo, quello di S. Maria delle Grazie, quello di S. Antonio, della famiglia Tuoci e quello di S. Nicola, della famiglia Alviti. Nel 1939, per iniziativa del parroco don Salvatore Buonomo, e con i lavori diretti dall'ing. Pasquale Fantasia, venne aggiunta una cappella sul fianco destro dell'area presbiteriale. Durante la guerra (1943), la chiesa fu gravemente danneggiata e successivamente ricostruita in dimensioni ridotte. www.sscosmaedamiano.it |
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