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Sabato, 22 Settembre 2018 18:45

GOLFO Un "S.O.S." al 118... per la nostra situazione ospedaliera. Lettera aperta di Francesco Carta


FORMIA 22 AGOSTO 2018 - pubblichiamo nota stampa inviata dal  Dr. Francesco Carta  - "Questa non è una nota critica ma piuttosto una sorta di S.O.S. o, più precisamente restando nel tema, una chiamata al 118 per la nostra situazione ospedaliera.

Al Direttore ASL Latina, Giorgio Casati.  All’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato - Al Presidente della Commissione Sanità Reg. Giuseppe Simeone -  Ai Consiglieri Regionali Enrico Forte e Salvatore La Penna - Al Sindaco di Formia, Paola Villa.

Il mancato ricambio del personale sanitario collocato in pensione, causato dalle politiche di rientro del deficit, ha prodotto un depauperamento delle risorse umane negli ospedali dall’ASL Latina, e in particolar modo nell’Ospedale “Dono Svizzero”. 

La conseguenza è stata, ed è, che in detto Ospedale non c’è più produzione di servizi ma si fa quasi esclusivamente emergenza. Si è consolidato l’acquisto di prestazioni nelle strutture private, prevalentemente nel sud del frusinate e nella provincia di Caserta, invertendo quel flusso (20% delle prestazioni) che negli anni ’80 proveniva da quelle aree accedendo all’Ospedale “Dono Svizzero”.

In alcuni casi anche la stessa emergenza non è garantita nelle 24 ore come ad esempio l’Emodinamica, tornata alla guardia di 6 ore e solo nelle mattine dei giorni feriali. Anche una banale colica renale è sottoposta a consulenza presso il “Goretti” di Latina, con notevole disagio del paziente di turno. Non c’è più il servizio di Urologia.  

In Ortopedia sono rimasti due medici, in Chirurgia a luglio è andato in pensione il Primario, in Cardiologia fanno i turni in quattro, al Pronto Soccorso sono in sei, in laboratorio analisi e Rianimazione non ne parliamo.

In Ginecologia ed Ostetricia vanno medici esterni a fare i turni in rapporto libero professionale. In Cardiologia e Pronto Soccorso i medici fanno guardie per otto, nove notti al mese, stravolti dalla stanchezza, tant'è che stanno rifiutando anche le notti ben pagate (in regime libero professionale) perché non ce la fanno più.

In Radiologia sono in sei (1 dottoressa in maternità e due medici esonerati dalle notti). Questo personale, oltre ai turni di guardia dovrebbe attendere alle attività della Risonanza Magnetica Nucleare di recente installazione. Come è possibile attivare tale metodica diagnostica senza potenziarne l’organico?

Infine va considerato il fatto che molti operatori hanno una età media molto elevata e non possono reggere turni defatiganti che si ripetono ormai da diversi anni.  Tranne Cardiologia e Pediatria, tutte le altre strutture complesse dell’ospedale sono senza primari.

A Gaeta doveva nascere una casa della salute al fine di alleggerire la pressione dei ricoveri ospedalieri, ma non c’è stato seguito. La chiusura dei PPI di Minturno e Gaeta avviene senza il potenziamento del P.S. del “Dono Svizzero”; almeno si aggiungesse una terza postazione con relativo personale.Occorre da subito un piano straordinario per adeguare gli organici. Siamo ormai al limite.  

E’ assolutamente necessario procedere a concorsi o comunque selezioni a tempo indeterminato, produrre agevolazioni ed incentivi al fine di attrarre validi professionisti. Anche nelle isole pontine ci sono problemi seri.

A Ventotene resta vacante la sede del medico di famiglia e del programma di Telemedicina, che avrebbe dovuto servire anche Ponza, al momento non c’è traccia. Infine è il caso di far cenno al nuovo ospedale che consentirebbe di utilizzare al meglio risorse che ancora oggi vanno a strutture obsolete e completamente fuori dagli standardsedilizi sanitari.

E’ il caso di ricordare che nel Comune di Formia è a disposizione un’area di proprietà regionale, su cui è stata adottata una variante urbanistica ad hoc, ed è previsto un finanziamento (INAIL) di 75 milioni di euro.

Il piano di rientro è terminato, ora è giunto il momento di restituire al nostro ospedale la funzione propria della diagnosi e cura e dei Livelli Elementari di Assistenza, senza migrazioni verso altri territori e relative strutture private."

                                                                                                 

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