LATINA Il Presidente della Provincia, Armando Cusani sospeso dal Prefetto
- Categoria: Provincia di Latina
- Pubblicato Sabato, 02 Novembre 2013 18:06
- Scritto da Redazione
Dopo la condanna di primo grado per abuso d’ufficio, il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani è stato sospeso, in base alla legge Severino, con provvedimento del prefetto di Latina Antonio d’Acunto.
La sospensione avrà la durata massima di 18 mesi. La legge prevede un reintegro se in questo periodo di tempo dal tribunale di secondo grado arriverà una pronuncia che ribalterà la condanna. La sospensione riguarda anche l’incarico di consigliere comunale di Sperlonga.
A reggere le sorti dell’ente sino allo scadere naturale del mandato sarà il suo vice, Salvatore De Monaco. La decisione del prefetto è stata trasmessa al presidente del consiglio provinciale Michele Forte cui spetterà il compito di formalizzarla. A Cusani, per contrastare il decreto, non rimane che il ricorso alla giustizia amministrativa entro 60 giorni.
Il decreto di D’Acunto arriva per effetto della legge Severino e colpisce Cusani sia per il ruolo di presidente della Provincia che di consigliere comunale a Sperlonga. Due lo condanne: quella per la vicenda dell’hotel di cui risulta comproprietario insieme al suocero e l’altra relativa all’allontanamento del capo dei vigili urbani Paola Ciccarelli dall’incarico al comune di Sperlonga.
All’epoca dei fatti sindaco di Sperlonga, Cusani è stato condannato a un anno e due mesi, la stessa pena per gli assessori Rocco Scalingi, ora primo cittadino, Gerardo De Vita, un mese in più per Carmine Caputo, assolta Alessandra Faiola, entrambi funzionari del Comune. Tutte le condanne con la sospensione della pena. La scorsa settimana il pubblico ministero Raffaella Falcione aveva chiesto per tutti una pena pari a due anni.
I reati ipotizzati, a vario titolo, erano quelli di abuso d’ufficio, falso e usurpazioni di funzioni pubbliche. Sulla vicenda, che risale al 2003, aveva lavorato il sostituto procuratore Raffaella De Pasquale, che aveva contestato al Comune una serie di addebiti, per aver rimosso la Ciccarelli dal suo posto, fino al suo licenziamento.
«Non ho avuto comunicazioni ufficiali – commenta Cusani – ma posso dire che questo provvedimento sarebbe ingiusto in quanto oltre ai vizi di una legge come la Severino si aggiunge il fatto che io sono stato eletto prima dell’entrata in vigore della stessa, nel 2009 e che ritengo non possa essere retroattiva. Mi opporrò – ha aggiunto il presidente – se avrò conferma delle decisioni del prefetto, fin davanti alla Corte europea».
