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Mercoledì, 17 Giugno 2026 23:19

PROVINCIA "A Latina l'integrazione fa paura"


"Entrano persone col turbante, persone nere e rom" sono queste le voci che girano intorno al caso dell'espulsione dell' associazione TempoAmico di Latina dai locali della scuola media Corradini di Latina.

Con una nota scritta la dirigente scolastica, Roberta Venditti, ha comunicato all'associazione di non rinnovare la stipula del contratto per l'utilizzo dei locali di via Amaseno, legittimamente occupati a seguito di assegnazione delle precedenti dirigenze, perché il progetto portato avanti dalla stese mette a repentaglio l'incolumità degli alunni.

Il progetto di cui trattasi " Noi e gli altri...insieme", inserito nel Programma " Aiuto dell'Unione Europea" dell' Agenzia per le erogazioni in agricoltura, va avanti da oltre tre anni ogni mercoledì pomeriggio e vede il supporto a famiglie indigenti italiane, rom e straniere individuate dai servizi sociali del Comune di Latina.

Nello specifico, grazie alla fornitura di viveri dell' Unione Europea, i volontari dell' Associazione TempoAmico con il coordinamento della Caritas Diocesana, distribuiscono alimenti alle famiglie bisognose, alcune delle quali portano i bambini nella stessa scuola.

Il momento della distribuzione diventa inoltre un momento di supporto psicologico, di incontro e di socializzazione per le mamme e per gli stessi bambini.

Con l'espulsione dell' associazione il progetto in essere è destinato a finire negando non solo l'opportunità di un pasto alle oltre 40 famiglie sostenute, ma anche il momento di confronto che rappresenta per ognuno la possibilità di una reale integrazione.

Solo davanti alla morte di centinaia di clandestini ritroviamo il buon cuore e la commozione?! Chi non riesce a portare il cibo in tavola non è degno della nostra comprensione?! Chi si sente solo non ha il diritto di scambiare una parola con una persona amica?!

Dove sono la solidarietà e l'integrazione di cui tanto si parla e come possiamo pretendere di formare una generazione migliore se ancora oggi proprio dalla scuola partono messaggi di paura ed intolleranza?!

Sarebbe un bel gesto da parte della dirigenza riconsiderare la propria decisone e lanciare per prima il messaggio" Non abbiate pura, arricchiamoci delle nostre reciproche differenze"

I Volontari di TempoAmico Latina

Segue la lettera aperta di Chiara, una mamma italiana

Per vicende che non sto qui ad elencare, con estrema dignità, ma molta amarezza per la situazione di disagio che sto vivendo, mi sono rivolta ai Servizi Sociali del Comune di Latina perché mi aiutasse, in una fase della mia vita che mai avrei creduto potessi attraversare sia io che la mia famiglia. I Servizi sociali mi hanno indirizzata verso l'associazione di Volontariato ' TempoAmico ' che gestisce un centro di distribuzione viveri, forniti dalla Comunità Europea.

Il centro per la distribuzione viveri, uno dei due soli centri laici della città, appoggiati alla Caritas, si trova nei pressi o meglio all'interno dell'Istituto scolastico ' Corradini' e lì, in un piccolo locale, a cui si accede dall'esterno del portone della scuola, signore generose e piene di entusiasmo nell'aiutare il Prossimo( al di là del colore della pelle e dell'abbigliamento- chiudo parentesi-) si mettono a disposizione per tutte le famiglie bisognose e oltre alla distribuzione dei viveri ci danno una buona dose di affetto e disponibilità che oggi come oggi, mi rendo sempre più conto, che non è poco, soprattutto alla luce della spaventosa situazione che stiamo vivendo come singoli individui e come associazione. Infatti è successo e la cosa m'indigna molto, che tale istituto scolastico ci vuole e, purtroppo, ci riuscirà, mandare via poiché la dirigenza e il consiglio d'Istituto ci ritengono persone pericolose , capaci di commettere azioni pericolose all'interno di tale istituto, sia a danno delle persone che delle cose e vista la nostra ipotetica pericolosità, hanno ritenuto opportuno lasciarci in strada, come pecore, fuori dal cancello di tale istituto così che ancora una volta venissimo umiliati come singoli individui.

La dignità personale è un diritto e un dovere che tutte le persone indistintamente, a prescindere dalla propria situazione economica e sociale, dal colore della pelle o dalla propria cultura, devono avere e preservare: a noi, con questo gesto che reputo alquanto disgustoso e immorale, ci stanno togliendo quella dignità che, a fatica, io e tante famiglie vogliamo mantenere!!

Trovo disgustoso e inconcepibile che un Istituto scolastico che dovrebbe insegnare l'uguaglianza, la tolleranza e il rispetto verso il prossimo si sia reso responsabile di tali gesti, giudicando chissà quali apparenze, solo perché tra noi bisognosi, ci sono, oltre che Italiani, anche persone , ugualmente dignitose, appartenenti a culture e religioni differenti .

Allora mi chiedo e vorrei tanto chiederlo ai responsabili di tali comportamenti: cosa ci possiamo aspettare da tali persone? Cosa insegnano ai nostri figli? Dove arriva la cattiveria umana delle persone che vivono e lavorano accanto a noi?

Oggi, più di ieri, mi rendo conto che la vera povertà e la poca dignità non sta nel chiedere un pezzo di pane, ma nel cuore e nel cervello di queste povere persone aride. Nessuna povertà fa più paura di una grande ignoranza. La 'diversità' che spaventa queste persone, che dovrebbero essere modelli sociali,le rende più povere di me o di una mia amica ROM o con la pelle olivastra che, dignitosamente, con estrema educazione si mette in fila fuori dal cancello della 'Corradini' , aspettando il proprio turno per avere un pacco di pasta.

Sono queste le persone che devono vergognarsi. Non noi. Anzi ci tengo a dire che dopo questa esperienza, sono contenta di appartenere all'altra parte: non dovrò certamente vergognarmi , un domani, di fronte a mio figlio!

 

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