LATINA Terremoti possibili, ma non di grosse dimensioni
- Categoria: Provincia di Latina
- Pubblicato Giovedì, 05 Settembre 2013 14:56
- Scritto da Redazione
Latina e la sua provincia rientrano nella mappa delle località in cui può avvenire un terremoto, ma non di grosse dimensioni.
Infatti il territorio del Comune di Latina è inserito nella zona 3 insieme a Bassiano, Campodimele, Castelforte, Cisterna di Latina, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Maenza, Minturno, Monte San Biagio, Norma, Pontinia, Ponza, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Sperlonga, Spigno Saturnia, Terracina, Ventotene. Rientrano invece nella zona 2 , e pertanto nei loro territori è più alta la possibilità di eventi sismici importanti Cori e Aprilia. Per sapere dove e come si svolgeranno le giornate del 28 e 29 settembre è possibile collegarsi a www.iononrischio.it.
Il bacino del mediterraneo ha un livello di sismicità molto elevato. Il Belpaese, spiega la Protezione Civile, è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico di tutta questa zona. Il motivo si trova proprio nella sua conformazione e soprattutto nella sua particolare posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica. Ed è in fondo, questa non è una novità. Negli ultimi 2500 anni, censisce sempre la Protezione civile, l’Italia ha contato più di 30mila eventi sismici di media e forte intensità (superiore al IV-V grado della scala Mercalli), dei quali circa 560 di intensità uguale o superiore all’VIII grado, ovvero mediamente uno ogni 4 anni e mezzo. Solo nel XX secolo, ben 7 terremoti hanno avuto una magnitudo uguale o superiore a 6.5, con effetti classificabili tra il X e XI grado Mercalli.
La scienza ha fatto dei passi da gigante in moltissimi settori, come ad esempio la medicina, ma ad oggi non ci sono ancora metodi riconosciuti che consentono di prevedere il tempo ed il luogo esatto in cui avverrà il prossimo terremoto. L’unica previsione possibile è di tipo statistico, basata principalmente sulla conoscenza dei terremoti del passato. Grazie a questi importanti dati sappiamo quali sono le aree del nostro Paese interessate da una elevata pericolosità sismica, dove cioè è più probabile che si verifichi un evento sismico di forte intensità, ma non possiamo stabilire con esattezza il momento in cui si verificherà. Proprio con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa problematica anche quest’anno partirà la campagna di comunicazione nazionale per la riduzione del rischio sismico “Terremoto – Io non rischio”.
Promossa e realizzata dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Anpas-Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, in collaborazione con l’Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con ReLuis-Consorzio della Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica e in accordo con le regioni e i comuni interessati, quest’anno la campagna festeggia il suo terzo compleanno.
Senza fare nutili allarmismi non bisogna al contempo però sorvolare sul problema. Bisogna essere più che consapevoli della situazione e conoscere il più possibile il territorio dove si vive. Un valido aiuto in questo senso lo da la Protezione Civile che ha classifico tutto il Paese in zone sismiche. Si è partiti dalla definizione di rischio sismico che indica una stima delle perdite complessive causate dai terremoti che potranno interessare in un determinato periodo una determinata area. Questa stima può essere espressa in diversi modi. Per esempio attraverso il costo dei danni subiti dagli edifici, il costo complessivo in termini economici e sociali subito dalla popolazione dell'intero paese, oppure attraverso il numero prevedibile di morti e feriti. A partire da ciò la Protezione Civile ha stilato questa classifica: ciascun comune rientra in una delle quattro zone stabilite, a pericolosità decrescente (zona 1: la più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti; zona 2: territori nei quali possono verificarsi terremoti abbastanza forti; zona 3: comuni nei quali possono verificarsi scuotimenti modesti; zona 4: la meno pericolosa). Consultare le mappe della sismicità sul sito www.iononrischio.it
