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Sabato, 20 Giugno 2026 01:25

SCAURI Sorpreso in mare fugge con i datteri, arrestato


GAETA (23 giugno 2013) La scorsa mattina, personale appartenente alla Guardia Costiera di Gaeta a seguito di attività d'informazione e monitoraggio, intercettavano due sub tra le scogliere frangiflutti del litorale di Scauri intenti ad effettuare pesca in zona vietata.

Dopo aver osservato l'attività di pesca esercitata dai due uomini, che procedevano con continue immersioni, gli agenti riuscivano ad avere contezza della illegalità dell'attività in corso.

Uno dei due soggetti sopraggiungeva sull'arenile con il pescato. All'intimazione del personale della Guardia Costiera di fermarsi e mostrare il contenuto, lo stesso decideva di darsi alla fuga. Iniziava, tra i vicoli del lungomare di Scauri, un inseguimento nel corso del quale il sub, dopo aver scavalcato un muro di cinta, tentava di disfarsi della borsa. Ma gli agenti riuscivano a porre termine alla rocambolesca corsa, raggiungendo e fermando il trasgressore.

Il soggetto T.G. anni 32 di Formia veniva denunciato alla competente Autorità Giudiziaria con contestuale sequestro penale di 430 esemplari di datteri di mare (Lithophaga Lithophaga) oltre alla attrezzatura servita per l'estrazione. Il prezioso mollusco, la cui pesca, detenzione, trasporto e commercializzazione è vietata in qualunque stato di crescita è tutelato dal regolamento comunitario 1967/2006 e dal decreto legislativo 4/2012.
La tutela dei datteri di mare è necessaria poiché l'attività di estrazione di tale mollusco bivalvi provoca dei danni considerevoli, deturpando l'ambiente marino.

 

Si insedia all'interno di rocce calcaree o conchiglie più grosse corrodendole mediante delle secrezioni acide che secerne da apposite ghiandole. La sua crescita è estremamente lenta, e per raggiungere la lunghezza di 5 cm, sono necessari da 15 ai 35 anni.

Il suo consumo, la detenzione, il commercio e la pesca sono vietati in tutti i paesi dell'Unione Europea ai sensi dell'art.8 del Regolamento (CE) 1967/2006. In Italia, già il DM 16 ottobre 1998 vietava tutte queste attività: ... Considerato che gli istituti scientifici incaricati di effettuare studi in materia hanno evidenziato che le attività di pesca della L. lithophaga e del Pholas dactylus (dattero bianco) provoca alterazione ai fondali rocciosi con distruzione di biocenosi;

Il divieto di raccolta di molluschi litofagi con l'impiego di martelli pneumatici o di altri attrezzi a percussione, stabilito dal regolamento CE 1626/94 del 27 giugno 1994, è esteso, in tutte le coste italiane, con il divieto di pesca del dattero di mare e del dattero bianco con qualsiasi attrezzo.

È prorogato al 30/9/2007 il divieto di detenzione e commercio del dattero di mare e del dattero bianco di cui al DM 26 settembre 1996., in quanto per la loro pesca vengono seriamente danneggiate le costiere calcaree[1], tra le quali quelle della penisola sorrentina e del golfo della Spezia.

Tuttavia, in alcuni casi la pesca di frodo continua ad essere praticata[2]. Per non privare i buongustai di questo prodotto si stanno tentando diversi progetti di allevamento, in cui i datteri verranno messi a dimorare in appositi blocchi di cemento, la cui distruzione al momento della raccolta non causerà alcun danno ecologico o paesaggistico.

 

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