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Giovedì, 4 Marzo 2021 23:36

VENTOTENE 70 anni fa i confinati lasciavano l'isola dove nacque l'Europa


Sono passati 70 anni da quel 23 agosto del 1943 quando gli ultimi confinati dal regime fascista di Benito Mussolini, a un mese di distanza dalla caduta della dittatura, lasciavano l'isola di Ventotene che, insieme a Ponza e molte altre piccole isole, era stata terra di confino per quasi 2300 avversari del regime, molti i comunisti, ma anche tutti i soggetti considerati in qualche misura deviazionisti rispetto alla vigente ideologia fascista.

Ponza e Ventotene ospitarono, nel corso degli anni, alcune migliaia di confinati. Un confino preventivo, quello mussoliniano, perché non avveniva come punizione in seguito a un'azione considerata illegale ma sul semplice presupposto di essere considerati avversari del regime. A Ventotene finirono molti politici noti: Sandro Pertini, socialista e futuro presidente della Repubblica, Pietro Secchia, dirigente del Partito comunista italiano, Altiero Spinelli, considerato uno dei promotori del federalismo europeo, Luigi Longo futuro segretario del Pci, Umberto Terracini futuro presidente dell'Assemblea costituente, Giorgio Amendola, Lelio Basso, Mauro Scoccimarro, Giuseppe Romita, Eugenio Colorni, Camilla Ravera, Giuseppe Di Vittorio. Proprio a Ventotene, negli anni '40, infatti, Spinelli, insieme ad Ernesto Rossi, giornalista e antifascista italiano, scrisse il cosiddetto 'Manifesto di Ventotene'. 'Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto', questo il titolo originario, è il primo documento ufficiale in cui si delinea l'esigenza dell'istituzione di un'Unione Europea di stampo federalista, con una sola moneta unica, un unico esercito europeo e una sola politica estera europea.

Il testo venne pubblicato nel 1944 da Eugenio Colorni che ridusse a 3 i 4 capitoli iniziali: il primo (La crisi della civiltà moderna) e il secondo (Compiti del dopoguerra. L'unità europea) interamente elaborati da Spinelli, come anche la seconda parte del terzo (Compiti del dopoguerra. La riforma della società), mentre la prima parte di quest'ultimo è stata definita da Rossi. Il documento spingeva verso la creazione di una forza politica al di fuori dei partiti classici: questo fu uno dei motivi che spinse alcuni politici, tra cui Pertini, a rimuovere la propria firma dal testo su pressione del proprio partito. Questa forza politica venne poi fondata dallo stesso Spinelli nel 1943 e prese il nome di Movimento federalista europeo. 

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