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Giovedì, 4 Marzo 2021 23:41

VENTOTENE Il regista Mihăileanu: prossimi ciak in Africa e America


«Il prossimo film mi porterà lontano, in Tanzania e Los Angeles», annuncia il regista di Train de vie. Ospite al Ventotene Film Festival dal 25 luglio al 2 agosto.

«Il prossimo progetto mi porterà lontano, in Tanzania e a Los Angeles. Ho appena finito di scrivere la sceneggiatura che però non ha ancora un titolo, ma posso ribadire che si svilupperà appunto tra Africa e America. La storia, quella di un avvocato di origini masai che per lavoro si ritrova a Hollywood, la mecca del cinema, a confronto con una realtà che non conosce. Come in altri miei lavori si tratterà di fotografare due civiltà che si incontrano e scontrano, tanto profondamente lontane e differenti tra loro. La Tanzania è un'oasi in cui ancora oggi è possibile trovare un'armonia tra uomo e natura, mentre gli Stati Uniti sono il simbolo di una civiltà, quella occidentale, che procede a una velocità folle senza più riuscire a fermarsi”». A parlare è Radu Mihăileanu, regista pluripremiato cui si devono opere memorabili come Train de vie e Il concerto, di passaggio a Roma prima di essere ospite del Ventotene Film Festival, diretto da Loredana Commonara, che lo omaggerà consegnandogli il Premio Vento d'Europa.

Un riconoscimento assegnato per la prima volta, che premiando Mihăileanu vuole sottolineare come l'autore con le sue opere abbia esaltato l'idea di una cultura di respiro europeo. Un premio dall'alto valore simbolico, consegnato nell'isola dove settanta anni fa Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero “Il Manifesto di Ventotene”. Mihăileanu ne è consapevole, e nel dirsi onorato ribadisce l'importanza dell'azione di ogni singolo individuo nella costruzione dell'Europa Unita. E sottolinea inoltre la giusta battaglia per l'eccezione culturale, portata avanti in special modo dai registi italiani, rumeni e francesi stanno.

Ma per tornare al progetto futuro, di nuovo al centro della narrazione l'uomo chiamato ad accettare culture diverse dalla propria. Il tutto ancora una volta condito da quell'umorismo che è una delle costanti del cinema di Mihăileanu. «È la vita a essere tragicomica, non i miei film, precisa il regista. Prendiamo l'Italia, guardo e cosa vedo? Una realtà ridicola e tragica allo stesso tempo. L'Italia è il paese più bello del mondo che fa di tutto per non esserlo, per cancellare questa sua straordinaria prerogativa. Da diventare pazzi solo a pensarci. Sembra di essere dentro una commedia di Ionesco. Ma non voglio certo colpevolizzare l'Italia e gli italiani, qualsiasi cosa nella vita ha un aspetto tragicomico. Se ti muore qualcuno di caro, ci puoi giurare che appena incontri parenti e amici finisci a fare battute. E' il modo più naturale di esorcizzare la morte. Nei miei film - spiega - metto umorismo a piene mani, altrimenti non avrei potuto far accettare, né io accettare, le tante vicende terribili di cui mi sono occupato».

Dal 25 luglio al 2 agosto a Ventotene Radu Mihăileanu incontrerà gli altri ospiti della manifestazione, a cominciare da Isabella Ferrari e Claudio Santamaria, che si faranno conoscere dal pubblico rispondendo alle domande della giornalista Angela Prudenzi. Come ogni anno del resto l'isola si apre al cinema offrendo momento di svago ma anche di riflessione. Il Festival di Ventotene ha infatti sempre dimostrato un'attenzione particolare verso il cinema d'autore senza dimenticare l'animazione e il documentario. E proprio sul versante della non fiction, saranno proiettati Ricordando Ventotene del documentarista Salvatore Braca e Fiamme di Gadda di Mario Sesti, che presenterà il suo film insieme all'attore Pino Calabrese.

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