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Giovedì, 4 Marzo 2021 23:40

ARCIPELAGO PONZIANO Liberate tre tartarughe caretta caretta


Nell’area marina protetta di Ventotene e S. Stefano dell'arcipelago ponziano sono state liberate ieri dalla spiaggia di Cala Nave le tre tartarughe, tutti esemplari di Caretta caretta, che nei mesi scorsi erano state soccorse e curate presso il Turtle Point di Bagnoli (Napoli).

L’Enpa partecipa alle attività e sostiene il grande e fondamentale lavoro svolto dal centro di recupero delle tartarughe per la tutela di questi straordinari ed importanti rettili marini.

Gli animali che sono stati liberati, tutti vittime dell’inquinamento e dell’impatto antropico, sono tornati al loro ambiente naturale grazie all’esperienza e alla professionalità degli operatori dell’ospedale delle tartarughe e grazie alla collaborazione dell’AMP (Area Marina Protetta) isole di Ventotene e S. Stefano e alla tempestività delle Capitanerie di Porto che da sempre collaborano.

Genoveffa, una delle tre tartarughe è un esemplare che, in evidente difficoltà, si era accasato nel porto di Formia dove era stata soccorsa grazie all’intervento del Comandante della Cp di Formia Marco Vigliotti. Genoveffa era rimasta vittima delle plastiche gettate in mare; nel suo stomaco ne sono state rinvenute quantità ingenti.

«La storia di Genoveffa ci suggerisce che abbiamo ancora molto lavoro da fare per tutelare tutto l’ecosistema marino. Ma che intorno agli abitanti del mare c’è anche un esercito di persone pronte a salvarli», dichiara Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa. «Per questo da anni siamo impegnati con la nostra campagna “Salviamo il mare” con lo scopo di suggerire comportamenti ecosostenibili, informare ed educare, soprattutto i più giovani, alla tutela della biodiversità tutta – prosegue Ferri -. 

Ogni nostro comportamento, infatti, anche sulla terraferma, può avere ripercussioni in mare. Ecco perché, per la vita di Genoveffa e delle sue sorelle e di tutti gli abitanti del mare, è necessario che si agisca presto e in modo opportuno affinché si possa garantire la tutela del meraviglioso Mare Nostrum, bacino fin troppo inquinato e oggetto di insostenibili attacchi che causano, come in questo caso, danni gravissimi agli animali.»

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