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Domenica, 16 Giugno 2019 18:43

Serata sulla storia della "Pizza" dall’origine ad oggi al ristorante “Chinappi” VIDEO


Formia 12 febbraio. Il noto ristorante "Chinappi" si è trasformato in un vero e proprio laboratorio interamente dedicato alla "Pizza".

L'iniziativa, promossa dalla "Inner Wheel Formia-Gaeta", ha visto il Prof. Giuseppe Nocca, ricercatore e Docente di Alimentazione presso l'Istituto Alberghiero "Angelo Celletti" di Formia,  percorrere un erudito viaggio lungo la storia della pizza, dai suoi primordi, nell'antica Grecia ed a Roma, dov'era conosciuta col nome di "artolagano" (focaccia di farina integrale macinata a pietra, con olio, pepe e strutto), per passare al 997 d.C., allorchè la pizza compare per la prima volta, con tale denominazione, in un documento notarile, conservato presso l'archivio della Cattedrale di Gaeta e relativo alla locazione di un mulino, con annesso terreno, presso il fiume Garigliano, redatto da Bernardo, figlio del duca Marino II e vescovo designato della città del Golfo.

Giovedì sera, dunque, Franco Chinappi,  titolare dell'attuale Ristorante Chinappi,  assieme al nipote Michele, è figlio  di Antonio, il fondatore, nel 1957, dell'antica Pizzeria Chinappi., hanno riproposto agli ospiti una gustosa rivisitazione dell'evoluzione della pizza: dall'antica focaccia, a quella tradizionale e risorgimentale (margherita; marinara con pomodoro, acciughe, olive e peperoncino; bianca con mozzarella, olive d'Itri e rosmarino), fino a quella tipica di "Chinappi dal 1957" (pomodoro, aglio, origano e pecorino).

La degustazione è proseguita, con le pizze innovative di ultima generazione: pizza con il pesce (al polpo; alle alici; con rucola, salmone e scamorza) e pizze ripiene (ricotta, mozzarella e salame; broccoletti e salsiccia; scarola), fino al dessert di pizza (una focaccia dolce con crema alla strega, al cioccolato, o con marmellata di arance).

Accanto all'evoluzione storica, aspetto da non trascurare, il prof. Nocca ha illustrato, ovviamente, le proprietà organolettiche della pizza e dei suoi molteplici componenti, che ne fanno un alimento in perfetto equilibrio nutrizionale con il consumatore, poiché il rapporto tra carboidrati, proteine e grassi rispetta, quasi integralmente, gli standard che, più di un secolo dopo, l'Inran ha ritenuto idonei per la popolazione italiana.

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