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Mercoledì, 12 Maggio 2021 07:53

GAETA Il Caboto "batte" il Fermi al Consiglio di Stato, Di Tucci:" Le aspettative di tutti gli alunni non devono essere decise in un aula di giustizia"


E' giunta all'epilogo l'annosa diatriba che vede coinvolti, loro malgrado, i due maggiori Istituti d'istruzione superiori di Gaeta "Il Caboto" ed il "Fermi", inerente gli spazi ove svolgere le attività didattiche. Il Consiglio di Stato di Roma sezione VI con provvedimento del 25/02/2015 ha rigettato il ricorso presentato dai docenti e dai genitori degli alunni dell'Istituto scientifico ed ha accolto quelle dei docenti, del personale Ata e dei genitori degli alunni del Nautico.

La storia ha avuto inizio quando la Provincia di Latina, con nota del Dirigente del settore del 28 luglio 2014, in attuazione del piano regionale di dimensionamento delle Istituzioni scolastiche A.S. 2014/2015, stabilì il trasferimento delle attività didattiche del "Fermi" dalla sua sede storica ubicata in Piazza Trieste, presso la struttura di "Calegna" di recente ristrutturata.

Immediata fu la reazione dell'intera comunità del "Fermi che, tramite gli Avv.ti Giovanni Di Bernardo ed Antonio Contini impugnò il provvedimento ottenendo, nel successivo mese di Agosto, dal Tar di Latina, la sospensione monocratica del provvedimento e la fissazione dell'udienza per la decisione definitiva al successivo 8 ottobre 2014.

Si costituirono nel giudizio 133 tra docenti, genitori di alunni e personale Ata del "Caboto" tramite l'Avv.to Sisto Manzi ed il Tar del Lazio sezione distaccata di Latina in data 9 ottobre accogliendo le richieste del "Caboto" ribaltò il provvedimento iniziale e stabilì che la decisione del trasferimento delle attività didattiche dello scientifico presso la sede di "Calegna" è "quella che realizza il miglior bilanciamento degli interessi coinvolti, permettendo l'ordinato svolgimento dell'attività didattica di tutti gli istituti interessati".

La decisione del Tar Lazio sezione distaccata di Latina è stata impugnata dalla comunità del "Fermi" tramite l'Avv.to Giovanni Di Bernardo ed è stata fissata per la decisione definitiva presso il Consiglio di Stato l'udienza del 24 febbraio. La Provincia non ha partecipato al giudizio, ma lo hanno fatto oltre 100 soggetti tra professori, genitori di alunni e personale ATA del "Caboto" rappresentati dall'Avv.to Sisto Manzi del foro di Latina.

Il consiglio di Stato, come il Tar, ha rigettato le richieste della comunità del "Fermi" ed accolto quelle della comunità " del Caboto" ribadendo, ancora una volta, che la decisione di trasferire la sede e le attività didattiche del "Fermi" da Piazza Trieste presso la sede di "Calegna" per far posto al "Nautico" è la decisione più giusta ed appropriata.

Sembra dunque che il capitolo sia chiuso e si prospetti un trasferimento definitivo dello scientifico dalla sua sede storica di Piazza Trieste presso la struttura di "Calegna" a meno che vengano trovate soluzione alternative. Difficile dirlo e non facile prevederlo visto e considerato che il Sindaco di Gaeta, più volte sollecitato sul punto anche dalla comunità del "Caboto" ha più volte ribadito, anche pubblicamente, che le strutture a disposizione del Comune di Gaeta non si toccano.

Lo scenario che si prospetta per gli alunni delle superiori di Gaeta non è dei migliori. Da una parte vi sono i ragazzi dello scientifico che non vogliono spostarsi, dall'altra vi sono quelli del "Nautico" che stanno svolgendo l'anno scolastico sistemati in biblioteca, sala professori, aula video, magazzini riconvertiti, e nei locali della struttura di Via Veneto, con tutte le remore e le difficoltà derivanti da una sede non consona, che già sono scesi in piazza per manifestare il loro dissenso e c'è da attendersi che, anche alla luce della decisone del Consiglio di Stato, chiederanno una decisione immediata e definitiva; dall'altra il Sindaco di Gaeta che afferma che non vi sono possibilità per l'amministrazione di Gaeta di venire incontro alle esigenze degli alunni dei due maggiori istituti d'istruzione superiore di Gaeta.

Si attende e si prospetta una primavera di rinnovamento per le scuole di Gaeta! Si registra infine la comunicazione del Dirigente dell'Istituto Nautico "Caboto di Gaeta" Prof. Salvatore di Tucci che, da una parte manifesta la soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto le legittime istanze della comunità del "Caboto" e che intende ringraziare l'intera comunità, docenti, genitori degli alunni e personale Ata che si sono uniti per tutelare le legittime istanze degli alunni -i veri danneggiati da questa vicenda- nonché l'Avv.to Sisto Manzi che li ha rappresentati, dall'altra l'amarezza di dover constatare che le legittime aspettative di tutti gli alunni, di tutte le scuole, non possono e non devono essere decise in un aula di giustizia.

Si parla ormai tutti i giorni dell'importanza della " buona" scuola per una rinascita culturale, sociale ed economica dell'intero paese o poi si deve assistere all'inerzia e/o all'incapacità della politica di intervenire e prendere decisioni che consentano un corretto svolgimento dell'attività didattica.

N. 00885/2015 REG.PROV.CAU. N. 00028/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 28 del 2015, 

contro Provincia di Latina, non costituita in giudizio nel presente grado; nei confronti di Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Istituto di Istruzione Superiore ‘Giovanni Caboto’, rappresentati e difesi dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria per legge, in Roma, via dei Portoghesi, 12;

per la riforma dell’ordinanza cautelare del T.A.R. LAZIO - SEZIONE STACCATA DI LATINA, SEZIONE I, n.
00251/2014, resa tra le parti e concernente: trasferimento sede di istituti scolastici.

Visto l’art. 62 cod. proc. amm;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa

Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti appellate;

Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale, di reiezione della domanda cautelare presentata dalle parti ricorrenti in primo grado;

Viste le memorie difensive;

Ritenuta condivisibile la valutazione del Tribunale amministrativo regionale in ordine all’insussistenza dei presupposti per la concessione della misura cautelare, non incrinata in modo dirimente dai motivi d’appello, con conseguente infondatezza dell’appello cautelare;

Ritenuti i presupposti di legge per dichiarare le spese del presente grado cautelare interamente
compensate tra le parti;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) respinge l’appello cautelare (Ricorso numero: 28/2015); dichiara le spese del presente grado cautelare interamente compensate tra le parti.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria della Sezione, che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 24 febbraio 2015

 
   

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