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Mercoledì, 12 Maggio 2021 07:40

PROVINCIA Il Prefetto di Latina Faloni incontra gli studenti di Gaeta nella "Giornata della Memoria" VIDEO


Nel video le immagini della cerimonia ed il commovente racconto di Apostolo Fusco prigioniero nei campo di Weimar. 

Gaeta 29 gennaio. Si è svolta ieri mattina, nell'aula consiliare, una cerimonia per commemorare il 27 gennaio 1945, data in cui c'è stato l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e si celebra il «Giorno della Memoria» per ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Presente alla cerimonia, il neo Prefetto di Latina Pierluigi Faloni. Quest'ultimo ha consegnato insieme al Sindaco Mitrano, una targa-ricordo ai due sopravvissuti ed ai familiari dei cinque deceduti «in segno di riconoscenza della città di Gaeta per aver contribuito, come internati e deportati nei lager nazisti, alla formazione della nuova Italia e dell'Europa, nonché alla difesa della libertà, che le generazioni attuali e future dovranno consolidare». 

Gli alunni della classi terze della Scuola Secondaria di 1° grado appartenenti all’Istituto Comprensivo Principe Amedeo di Gaeta hanno realizzato un video dal titolo "Camminando nella Memoria": attraverso immagini e testimonianze, gli studenti raccontano non solo la presenza degli ebrei nei nostri territori ma  anche le drammatiche vicende che videro protagonisti nostri militari e civili. I giovani hanno partecipato ad incontri con deportati gaetani sopravvissuti ai campi di concentramento.

«Il riconoscimento di queste onorificenze - spiega il primo cittadino - è per noi tutti di estrema importanza, in quanto riteniamo nostro dovere morale ricordare ed onorare tutti coloro che, con grandi sacrifici e sofferenze, seppero affrontare gli orrori della guerra, le discriminazioni razziali, politiche e religiose».

 

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