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Domenica, 21 Luglio 2019 21:07

GAETA COMEILMARE Diventa PLASTIC-FREE «Il nostro primo obiettivo è il rispetto del mare, la nostra fonte primaria di economia» Ludovica Magliozzi


GAETA #COMEILMARE DIVENTA PLASTIC-FREE

Ludovica Magliozzi «Il nostro primo obiettivo è il rispetto del mare, la nostra fonte primaria di economia»

L’azienda ha deciso di prendere parte all’iniziativa plastic-free: un progetto che prevede l’utilizzo di materiali riciclabili e biodegradabili in sostituzione alla plastica. 

Ne parliamo con Ludovica Magliozzi co-fondatrice di comeilmare, il fast food di pesce che sorge sul lungomare della cittadina di Gaeta.

La situazione allarmante che ci ritroviamo a vivere ormai da decenni urla a gran voce il bisogno di una forte sensibilizzazione del singolo cittadino. Questa è stata la forza motrice dell’azienda, la quale, in quanto pescheria, ha sentito la necessità di impegnarsi in prima persona per trasmettere il messaggio.

«L’obiettivo per il quale stiamo lavorando non è un riposizionamento nel settore, piuttosto vogliamo puntare al rispetto di quest’ultimo», continua la responsabile, «non riesco ad andare a dormire serena se penso a tutta la plastica non riciclabile che produco».

La ristorazione self service e take-away, di cui comeilmare ne è capostipite a Gaeta, necessita infatti di un notevole utilizzo di posate, bicchieri, piatti; il problema a monte è il livello di biodegradabilità del materiale: un solo oggetto di plastica è coinvolto in un processo di smaltimento che può durare anche 450 anni.

«Noi dobbiamo essere i primi a trasmettere questo messaggio: la plastica che consumiamo è una delle prime sostanze inquinanti del mare, habitat del pesce che finisce sulle nostre cucine».

Tuttavia, per far sì che l’iniziativa riesca ad andare in porto è fondamentale il contributo delle persone, come sottolinea più volte la responsabile: «l’iniziativa è per noi una grande fonte di costo, un passo difficile ma necessario per sensibilizzare il cliente ad un’educazione civica. I costi per noi triplicheranno, ma questo non ricadrà in alcun modo sul consumatore». 

I prodotti utilizzati dal ristorante saranno realizzati in PLA: Acido Polilattico derivato da mais, barbabietola, canna
da zucchero e altri materiali naturali e rinnovabili, e in Mater-bi: realizzato con amido di mais e oli vegetali.

Entrambi i materiali sono ottimi sostitutori della plastica in quanto la loro principale caratteristica è la compostabilità, ovvero la degradazione del materiale in tempi brevissimi e il ritorno alla terra senza rilascio di sostanze inquinanti: motivo per cui, si parla di “bioplastiche”.

«Ciò significa che tutto, a partire dalla tovaglietta, al porta posate, al tovagliolo, al bicchiere, fino alle posate e ai piatti, dovrà essere gettato nel contenitore dell’umido: sono prodotti che vengono compostati in 180 giorni allo stesso modo dell’organico» ci spiega meglio Ludovica.

E continua: «tutte le bottiglie delle bevande saranno in vetro, anche quelle dell’acqua, le quali, una volta utilizzate, grazie all’aiuto della clientela, dovranno essere lasciate in appositi contenitori e attraverso il sistema del “vuoto a rendere” verranno restituite al fornitore e riutilizzate».

Tutto sarà organizzato e comunicato nel miglior modo possibile al pubblico, che sarà il principale attore di questa iniziativa.
I grandi cambiamenti iniziano sempre da piccole rivoluzioni: «quello che mi sta a cuore trasmettere, prendendo parte noi per primi a questa iniziativa, è che ogni piccola realtà dovrebbe incentivare i cittadini a fare lo stesso a casa: comunicare questo, aiutarci a vicenda a ridurre gli sprechi».

Così conclude Ludovica. "Preservare l’utilizzo delle cose, aver rispetto di quel che ci circonda: è questo l’incentivo più grande per credere in un futuro migliore. Siate responsabili, siate rivoluzionari."

servizio > Eleonora Bergamo Claudia Manildo

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