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Mercoledì, 25 Novembre 2020 18:35

FONDI Weekend al Beltempo: il pane si fa a teatro e la musica trova “Tricatiempo”


Tricare il tempo" in napoletano arcaico vuol dire "avere la calma per saper aspettare che le cose prendano la forma esatta".

È con questo approccio alla musica, quasi filosofico, che nel 2000 Stefano Costanzo dà vita al progetto Tricatiempo. Costituito inizialmente da un duo di musica elettronica, il progetto è stato in seguito traslato in un live-set dall'approccio improvvisativo di impianto jazzistico, ma dalle sonorità vicine al post-rock e, ancora, alla musica elettronica. La musica di Tricatiempo è basata su metriche ritmiche molto fitte e serrate che, a tratti, "lottano contro" o assecondano melodie aleatorie ed eteree che attingono alla musica contemporanea. Il "tempo", dunque, è il vero contenitore in cui Tricatiempo si muove come in un dedalo che ha le sembianze di Kronos (ritmico, fitto, mentale) e altre volte quelle di Aion (aleatorio, aperto, monodico).

Con Stefano Costanzo alla batteria, Marcello Giannini alla chitarra, Marco Pezzenati al vibrafono e Daniele Sorrentino al basso, con la partecipazione straordinaria di Luca Aquino alla tromba hanno da poco registrato il loro primo disco edito per Auand (etichetta pugliese di Marco Valente) e mixato negli U.S.A. da Roger Seibel (Tortoise, Pizzicato 5, Sun Ra). Alla casa delle Arti "Beltempo" di Fondi venerdì 24 gennaio alle 21.30 suoneranno live Stefano Costanzo (batteria), Luigi Di Nunzio (sax contralto), Davide Maria (viola/violoncello) e Ron Grieco (basso).

Domenica 26 gennaio ore 19 – Teatro: "El Panadero"

"El panadero" è la storia di un ragazzo, della sua voglia di diventare fornaio e del suo sogno di "fare il pane per tutti", della lotta per mantenere viva la pasta madre che ha ereditato dal nonno fornaio, del suo viaggio a Buenos Aires dove comincerà a lavorare in un panificio e con altri compagni entrerà nella storia politica e gastronomica dell'Argentina. Ma "El panadero" è soprattutto un inno alla resistenza alimentare contro l'industrializzazione selvaggia dei processi alimentari che porta alla perdita delle tradizioni gastronomiche, contro la manipolazione dei cibi e dell'essere umano.

"El panadero" è uno spettacolo teatrale con Dario Tamiazzo e la regia di Ettore Nigro della durata di circa un'ora, cui seguirà un forum con il pubblico. Per la messa in scena dell'opera a Fondi domenica 26 gennaio alle 19 si ringraziano il Panificio Notarberardino Silvio & Figlio e il Vicolo di Mblò B&B che hanno sostenuto l'iniziativa.

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Come nasce "El panadero":
«Cominciammo a riunirci 4 anni fa per parlare di un tema che per due italiani e una discendente di italiani è molto importante: il cibo. Ci preoccupava la crescente industrializzazione del processo di produzione degli alimenti con la conseguente perdita di artigianalità, l'allontanamento dalla connessione con la terra e soprattutto la manipolazione, non solo genetica dei "prodotti" ma quella dell'essere umano. L'idea iniziale era quella di fare una "carbonara anarchica": la carbonara come simbolo della carboneria italiana di fine '800 e anarchica perché vivendo noi in quel momento a Buenos Aires venimmo a contatto con la storia del movimento anarchico del principio del secolo scorso, formato in maggior parte da italiani; poi il nostro campo di ricerca si focalizzò sul mondo dei fornai porteños e sull' utilizzazione della pasta madre, un lievito naturale che si tramanda di generazione in generazione nelle famiglie dei fornai.

Nel 2011 presentammo il primo studio con la regia di Cecilia Settembrino, al termine dello spettacolo si apriva un dibattito dove si affrontava il tema dell'alimentazione e veniva inoltre chiesto agli spettatori di immaginare come avrebbe potuto seguire la storia o quali potevano essere le scene anteriori a quelle che avevano visto. Da quelle riflessioni decidemmo di riprendere il lavoro nel 2013 e ampliarne la drammaturgia, presentammo un secondo studio con la regia di Luciana Diaz che debuttò a Mar del Plata in Argentina davanti a una comunità di immigrati italiani. Le riflessioni generate dai dibattiti che seguivano anche quel secondo studio ci fecero tornare al lavoro, questa volta a Napoli, dove con il regista Ettore Nigro ampliammo ulteriormente lo spettacolo e la drammaturgia. "El panadero" è un lavoro collettivo, creato in fasi distinte da diversi gruppi di lavoro, gli ingredienti sono stati messi da diverse persone che ringrazio di cuore e l'impasto è stato fatto fra Napoli e Buenos Aires».

Dario Tamiazzo, attore teatrale

Dario Tamiazzo
Nato a Piove di Sacco (Padova) nel 1982, si forma come attore nell'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico di Roma dove si diploma nel 2006. Partecipa a seminari di specializzazione sulla Commedia dell'Arte con Michele Monetta e Andrey Leparski; nel 2008 si trasferisce in Argentina dove approfondisce per tre anni il lavoro sul training teatrale con Guillermo Angelelli; sempre con Angelelli inizia l'esplorazione del clown, tecnica che studia anche con Dario Levin e Raquel Sokolovich.

Come attore di teatro partecipa a vari spettacoli in Argentina: Un Panadero e Sobrevivientes Clowns diretti da Cecilia Settembrino, Dos Hermanos diretto da Gianluca Barbadori; in Italia ha partecipato a Le Momarie diretto da Gabris Ferraris, Da Marionetta a Marionetta regia di Ettore Nigro e Una specie d'amore regia di Lorenzo Salveti. Nel 2007 partecipa al film Brideshead revisited del regista Julian Jarrold, nel 2010 gira la fiction Terra ribelle della regista Cinzia Torrini, nel 2010 è protagonista dello spot Tequila José Cuervo-Tren per la televisione messicana e gira lo spot Tyc Sport per la televisione argentina.

Alla fine del 2010 partecipa alla fondazione del Teatro de Integración Latinoamericana (T.I.L.) con il quale inizia una lunga tournée attraverso la Bolivia, il Perú, l'Ecuador, la Colombia e il Venezuela, presentando La Rumba Varieté ePoderis Pudrendum Clouno.Nel 2013 crea il Teatro Maurei con il quale ripropone El Panadero e comincia Anarcorvo: lo studio sul comportamento della maschera in una situazione quotidiana.

Nel 2004 riceve a Roma il Premio Nazionale delle Arti come attore con il monologo Hamletmachine di Heiner Müller. Dal 2008 al 2011 lavora come pedagogo teatrale nella Fundacion P.U.P.I. con i ragazzi di Villa Diamante di Buenos Aires e nel collegio italiano Cristoforo Colombo sempre di Bs.As. Dal 2011 dirige laboratori di clown, commedia dell'arte e training in diverse università e teatri, tra cui: Universidad de las Artes ASAB (Bogotá, Colombia), teatro Kairos (Cartagena, Colombia), Compañía Nacional de circo (Caracas, Venezuela) e la Red de Teatro (Isola Margarita, Venezuela), Centro Cult. Wachuma (La Paz, Bolivia), Scuola di teatro La Avogaria (Venezia).

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